Il mio post fuori luogo..

– Je ne regrette rien –

13 Novembre 2015 mattina: mi passa davanti un link di un articolo in cui vengono mostrate alcune poesie francesi su Parigi. Sono all’università e quindi penso “lo leggerò con calma stasera”, magari dopo lo studio per rilassare un po’ la mente. 

13 Novembre 2015 ora di pranzo: sono in metro e per la prima volta prendo dallo zaino il libro di grammatica francese comprato a Parigi a gennaio e comincio a leggerlo, studiarlo un po’.

E invece, quella sera anziché leggere poesie su Parigi o il mio libro, leggo notizie. Quelle notizie che ripiombano così all’improvviso, che non mi aspettavo, che avevo già letto precedentemente e non avrei mai e poi mai voluto rileggere. Notizie che si susseguono, si accavallano una sull’altra. E più si va avanti e più faccio chiarezza. Chiarezza perché all’inizio non mi sembrava vero, non volevo crederci. Finché poi resto attaccata alla TV fino alla fine, fino a quando tutto è finito. Male, ma è finito. 

Più andavo avanti più mi sembrava di rivivere “l’incubo” di quel 7 gennaio, quando a pochi giorni dalla mia partenza, la mia prima partenza per la Ville Lumière, riceviamo la notizia di quell’attentato. E da lì non vi sto nemmeno a dire la paura, l’ansia di dover andare lì. Le notti passate a seguire telegiornali, notiziari, documentari. Tutte le notti, per quei venti giorni che passarono dal 7 gennaio alla mia partenza. Allora mi convinsi che nessuno poteva fermare il mio viaggio lì, nessuno poteva fermarmi dal raggiungere quella che ancora considero la mia città dei sogni. Mi convinsi del fatto che Parigi oramai era stata già FERITA e quindi andammo. Con tanta ansia ripeto, ma partimmo. 

Stavolta proprio per quest’ultima mia convinzione non mi aspettavo di dover rivivere quell’incubo. Forse sarò paranoica, ma per me è stato di nuovo un incubo. Ha stimolato di nuovo in me quelle stesse sensazioni di gennaio, di nuovo l’ansia, di nuovo la paura (forse ancora in più), di nuovo rabbia, avvilimento, sete di conoscenza per capirci sempre di più. Anche stavolta attaccata alla TV o alla ricerca spasmodica di qualsiasi cosa mi avesse potuto dare notizie. Anche stavolta a immedesimarmi nelle vite dei francesi dopo tutto questo, turbati nella loro quotidianità. 

Questo post forse ora è fuori luogo. Dopo l’attacco dei francesi è molto fuori luogo ma prendetelo solo come una pagina di diario, magari datata sabato 14-11-15. Resta il fatto che Parigi la sento un po’ come mia e quindi la ferita è stata di nuovo profonda.

Il link delle poesie è questo qui. Lo lascio anche a voi così magari insieme possiamo assaggiare un po’ di quella luce, che Parigi non perderà mai. 

   
Claudia. 

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