Dal cuore..

Avete mai visto una persona danzare? L’avete mai vista annoiata o stanca? Sicuramente no! Le avranno insegnato che non ci si deve mai far vedere tali, che bisogna sembrare di essere invincibili, che bisogna sempre mostrare un sorriso, dimenticare i pensieri che turbano e metterci tutta la forza del mondo; le avranno detto che se si sbaglia si va avanti, se si sbaglia si deve assolutamente recuperare subito, mai mostrare insicurezza o debolezza, mai arrendersi. Quando si danza bisogna essere forti più della gravità, più dei cattivi pensieri.

A quella persona avranno detto che deve essere pronta ad interpretare tanti ruoli, a rappresentare tante sfaccettature della vita perché è la vita che è così. Ti porta a provare mille emozioni, mille sentimenti.

Le avranno anche insegnato che tutto è possibile, basta metterci la buona volontà e la voglia di farlo davvero, che non esiste un “non lo so fare” se prima non si prova e spesso quel “non lo so fare” si è tradotto in un “fatto!“.

A quella persona avranno insegnato a metterci il cuore in ogni cosa, che è la passione che muove gli animi e muove anche i corpi. Che se non c’è passione non c’è vita. Che deve cercare sempre nel profondo del suo cuore per trovare la forza per fare tutto, è da lì che tutto parte, che tutto si muove. 

   

Claudia. 

 

Mon Voyage à Paris.

Mon Voyage à Paris.

Quando passo le foto dal cellulare al pc sono sempre tentata a spostare anche quelle del viaggio a Parigi. Ma non ho il coraggio. Non ho il coraggio di spostare quei ricordi, di lasciar andare via quei momenti. Ricordo ogni singolo attimo di quel viaggio e ogni emozione provata lì da quando ho messo piede fuori dall’aereo a quando ho rimesso piede sull’aereo per tornare.

Ricordo ancora con le lacrime agli occhi quando per la prima volta uscita dalla metro ho visto la Senna ed è bastato spostare un po’ lo sguardo per ammirare la maestosa Tour Eiffel, per ritrovarmici poi sotto quando è partito il gioco di luci che affascina ogni sera.

Ricordo quando abbiamo camminato lungo la Senna abbracciati, fino a Place de la Concorde, per tutti Champs-Élysées fino all’Arc de Triomphe, quando camminando per le vie della Ville Lumière alzavamo gli sguardi verso i palazzi, verso le case e i sottotetti parigini, verso i vicoletti illuminati, fantasticando qua e là una futura casa immaginaria.



Ricordo l’emozione di salire sulla Tour Eiffel per la prima volta. Sembra quasi impossibile che una costruzione di ferro così antica potesse ancora estendersi con fare imponente su tutta la città e da questa poterla ammirare tutta, poter toccare quasi il cielo con il dito. Salire fin lassù e sentirsi liberi, liberi e privi di tutte le catene che tengono chiuse le nostre emozioni, così da poterle far andare via per poterle esprimere. E scendere poi tutti quei gradini dal secondo piano fino a terra. Mamma mia, che fatica.


  
  
  
 

Ricordo perfettamente i musei, il Louvre e ancora di più il Museo d’Orsay, il passare da una sala all’altra con la meraviglia negli occhi e ritrovare quelle opere studiate al liceo e poterle apprezzarle dal vivo. Proprio lì, dove sono conservate le mie opere preferite, quelle dei grandi artisti, quelle che hanno segnato la storia.




  
  

Ricordo Notre Dame. La cattedrale e le sue torri, i suoi 420 gradini per salire fin su. Ricordo che non finivano mai, una scala a chiocciola, illuminata appena e infinita. Ma, ragazzi, lassù ci aspettava una vista spettacolare. Per me la più bella di Parigi. La più particolare, la più caratteristica, la più emozionante. Da lassù si può davvero ammirare ogni cosa. E la cattedrale è meravigliosa (soprattutto quando ad accogliere c’è un coro gospel all’opera).

  





  

Ricordo Montmartre, il Moulin Rouge e il bar del film “Il meraviglioso mondo di Amélie”, Rue Lepic e Place du Tertre. E i ritrattisti, artisti, pittori. La basilica Sacré-Coeur e la sua cupola enorme bianca.

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E, infine, ricordo l’ultima sera. L’ultima sera non l’avevamo programmata, non sapendo che forse sarebbe stata quella più emozionante. Finalmente anche il terzo piano della Tour Eiffel era aperto, forse era il primo giorno di apertura. Così, carichi di adrenalina salimmo fino all’ultimo piano. Per descrivere quel momento uso una sola parola: LIBERTÀ. È l’unica cosa che ho provato salendo fino al terzo piano, non pensi più a nulla se non a goderti la vista di tutta la città.


   

  

Parigi fa innamorare proprio tutti. Io l’ho sempre amata incondizionatamente. Sono andata lì con il mio fidanzato e la cosa più adorabile è sentirmi dire ” Napoli è la mia città, è il mio amore, ma a Parigi andrei a viverci anche subito”. Era proprio quello che desideravo, ho sempre sperato che anche lui ne fosse colpito quanto me.

Io sono di nuovo con la guida alla mano.. Perché Parigi è così, è una città che lascia incantati, lascia senza fiato.

Claudia

 

Positivité

È notte, mi ritrovo nel letto, ascolto la pioggia che scende, che picchietta sulla finestra e sul pavimento del balcone. È l’unico rumore che si sente, è l’unica che mi fa compagnia. È tardi, c’è silenzio e tutti dormono. Io sonno non ne ho. Sono stanca, ma gli occhi ancora non sono pronti a chiudersi. E la mente vaga, è l’unico momento in cui può farlo davvero, durante il giorno troppa frenesia, troppe cose da fare, troppe persone. Per riflettere ci vuole il giusto momento, la giusta atmosfera. Mi viene da pensare che, per mia fortuna, è ritornata la positività che era in me, quella che mi ha lasciato sempre un sorriso, che ne ha sempre posto uno sulla mia faccia quando dovevo affrontare le cose, quella che mi ha dato un’immensa carica fino a qualche tempo fa e la giusta forza per andare avanti. Mi è tornata quella voglia di allontanare le cose negative, le persone negative e circondarmi solo di quelle luminose, raggianti, dalle quali non posso fare altro che prendere la loro felicità e caricare la mia. Posso dirlo forte: SONO FELICE. Felice, nonostante i mille impegni, i mille sacrifici e le mille rinunce, i mille “questo posso rimandarlo perché non è strettamente necessario”. Con l’inizio dell’anno nuovo ho preteso da me stessa che seguissi un nuovo stile di vita, che comprendesse l’accettare ogni cambiamento con gioia, non senza timore, ma con la voglia di vedere cos’altro mi riserva la vita, cos’altro vuole che io faccia. Comprende il prenderla di petto ogni volta e mostrarle quanto sia enorme la mia voglia di viverla in pieno, godermi ogni esperienza che mi pone davanti, vivere anche i momenti brutti con la consapevolezza che passeranno e dopo splenderà di nuovo il sole. 

   

 Claudia