Amore per l’arte.

– The Gravel Road –

Il pensiero preme, viene, urge. La mente spinge sempre, faccio, disfo, faccio. Non mi sento mai arrivato. È un tormento, una vera dannazione, sapere camminare e non sapere dove andare.
Eppure dentro tutto sorge, esplode il mio vulcano, vedo la creazione accendersi, la vedo andar lontano. La forza di ogni idea, la vita prende forma, ma come esce fuori lei veloce mi abbandona. Non posso far altro che prendere e ricominciare, come se nulla avessi imparato, come se avessi tutto da dimostrare.
Questo è l’inferno, esprimere quello che sta dentro, darlo in pasto al mondo e ritrovarsi nudo al centro. Il buio è il nostro inizio, veniamo dal grembo, come il quadro che prende luce e finalmente viene al mondo. L’arte, il mio respiro, la mia fine. 

(Testo recitato sulla canzone “The Gravel Road” durante una coreografia del programma Amici)

Un anno fa ero sul palco a mostrare un lato di me che non tutti conoscono. Uno dei lati più profondi, più intensi, più veri, più bello. 

Il tema delle coreografie delle diplomande era proprio “un qualcosa che ci rappresentasse” e ricordo perfettamente che quando la mia insegnante mi suggerì di rappresentare la mia creatività entrai nel panico più totale, pensavo fosse difficile, complicato, pensavo e ripensavo che, come mio solito, mi stavo complicando la vita. Ma anche questo fa parte del mio carattere e accettai la sfida con me stessa. 

Rappresentare l’amore per l’arte, l’amore per la creatività e la dedizione che tutto questo richiede. Tutto doveva girare attorno a questo. Da qui, l’idea del cavalletto, di un quadro, del cuore. L’idea del provare a creare qualcosa, ballando. Montare qualcosa in funzione della creazione che doveva prendere vita, considerandola una grande presenza con cui condividere il palco, potete immaginare, non è stata cosa facile. Ma non è stata impossibile. 

Dovevo in un qualche modo esprimere quello che provo io per l’arte, l’amore per essa, per il bello, la dedizione e la dipendenza che crea, il voler a tutti i costi ritornare verso di essa sempre. 


Quel testo citato sopra è un parlato di una coreografia del programma Amici, di quest anno. Peccato che la coreografia, per questioni di copyright, non esiste su YouTube, posso condividere solo la canzone di fondo. Io lo trovo così vero quel discorso, così mio. È quello che accade quando si crea, quando si lascia fluire verso l’esterno il proprio fiume di idee, di progetti, di quelli che fanno venire le farfalle nello stomaco come i primi amori, gli occhi lucidi e le mani che tremano. 

L’arte. È quel mondo in cui fantasia e realtà trovano il punto di incontro, dove magia e concretezza si avvicinano. L’arte è follia, è bellezza, è sogno, è uno stato di benessere così profondo, così avvolgente, che sembra surreale pur essendo incredibilmente vero. 


Cercate di abbandonarvi all’arte per poter raggiungere la verità delle cose, la loro concretezza, per poter apprezzare le piccole cose. 

Claudia.

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