Una bella sensazione..

– Una bella sensazione –
Spesso mi chiedono “ma tu quando smetterai di ballare?”. A me viene sempre da ridere davanti a questa domanda. Sì, rido perché, nel preciso momento in cui mi viene posta questa domanda, mi vengono in mente tutti gli attimi passati su un palco, in sala, in un qualsiasi posto in cui io abbia mosso anche solo un passo. Mi vengono in mente tutte le emozioni che si possono provate sul palco, tutti gli affanni, tutte le prove, il cuore a mille, e il respiro che manca a fine di ogni coreografia. Mi viene in mente che la danza mi ha dato tanto senza togliermi nulla. Mi viene in mente esattamente quell’elettricità, di cui parla Billy nel video messo sopra, che attraversa ogni cellula del mio corpo, l’adrenalina, la forza, che dona una sequenza di passi.

E rido anche perché la persona che ho davanti purtroppo non può capire cosa si prova, non può capire che la danza quando ti tocca, quando ti sceglie, non ti lascia più, non può capire cosa significa provare tutte le emozioni del mondo in un solo momento, non può capire nulla di tutto quel benessere e quella bellezza che la danza ti dona. 

E dopo aver riso, la mia risposta è “MAI, perché dovrei?”

Non ho mai rinunciato alla danza, per danzare anche per solo tre minuti rinuncerei a tutto.

Perché mi sono aggrappata alla danza come ad un’ancora di salvezza.


Claudia.

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Habitude.

Che la mia vita è cambiata lo sanno tutti o quasi tutti. Sono cambiate la mia quotidianità, le mie giornate, le persone che incontro ogni giorno. Sono cambiati i tempi, gli attimi, le ansie e le gioie. È cambiato il mio modo di vivere la vita, cercando perennemente piccole cose di cui essere felice e limitando gli attimi di tristezza a dei piccoli momenti, che mi sono imposta di far passare in fretta, per lasciare il posto a quello che di bello c’è attorno a me.

Eppure oggi penso che in genere ci si abitua sempre a tutto. Noi, uomini, ci abituiamo sempre, dopo un attimo o dopo tempo, non importa, ma lasciamo sempre il posto all’abitudine. Ci abituiamo alle nuove cose senza accorgercene. Ci abituiamo all’amore, alle mancanze, alle partenze, alle esperienze. Ci abituiamo a tutto senza capire nemmeno come questo sia potuto succedere. Non lo crediamo possibile, eppure è così.

Abituarsi è insito in noi, anche se ci facciamo prendere dal panico del cambiamento, della novità. Tutto diventa abitudine fin quando non c’è una fine e si è di nuovo punto e capo, si è di nuovo costretti ad aspettare il momento per abituarci alla nuova situazione. 

Diciamo sempre “io non mi abituerò mai”, ma già in quell’attimo prendiamo consapevolezza che così non è, sappiamo che già in quel momento siamo ad un passo dal farlo, ad un passo dal lasciarci avvolgere da quella catena, a volte così stretta, a volte così incredibilmente forte, ma che vorremmo non spezzare mai. 

Siam fatti così. 


(Immagine da Pinterest)

Claudia.

Con i piedi per terra..

Con i piedi per terra..

-Far Far-



Resta-con-i piedi-per terra. 

Questo è quello che la parte più razionale di me mi ripete costantemente. Scandisce bene le parole, le ripete piano e spesso, me le sussurra e qualche volta me le urla contro. Ma sinceramente sognare è più forte di me. Aggrapparsi ad un sogno a volte mi sembra la cosa più giusta e più bella da fare. E poi non costa nulla. Quando mi accorgo di perdermi un sogno resto lì a crogiolarmi in quella fantastica sensazione in cui le mani cominciano a prudermi, il cuore a battere forte, gli occhi a brillare. Resto lì e provo a buttare giù le basi per rendere quel sogno reale. Per quanto mi ritenga una persona molto razionale,riesco ad essere impulsiva solo nelle scelte più importanti, ovviamente sempre quando c’è bisogno di una grande dose di riflessioni e pensieri curati. Io, invece, agisco di cuore. Ed è per questo che ora di rimanere con i piedi per terra proprio non ci sto. Alcune delle persone più importanti della mia vita mi hanno detto “Se fosse per te apriresti mille cose, atelier, laboratori..” oppure riferendosi alle mille cose che vorrei fare “ma tu cambi idea ogni sei mesi”. In verità cambio idea in molto meno tempo, e in verità non è nemmeno un cambio idea. Sono idee che si accumulano, una sull’altra ma senza cancellare quelle precedenti (perché sì, se avessi le possibilità aprirei un atelier-laboratorio creativo-ristorante-tutto contornato da libri i fiori, tutto insieme). A volte sento di perdermi nel mio mondo parallelo, un mondo tutto a colori, tutto felice. E la parte più bella è il tentativo di far di questo mondo, quello reale. E a volte ci riesco. Riesco a ricordarmi che in ogni cosa c’è bellezza, c’è un qualcosa di positivo che permette a quella cosa di avere vita.

PRENDI IL TUO SOGNO E STRINGILO FORTE TRA LE MANI. É questo che faccio continuamente, è questo che mi prefiggo ogni volta. 

 

(Immagine da Pinterest)

Claudia

Walk Of Life 2016

Walk Of Life 2016

Salve. Sono Claudia, qualcuno di voi mi conosce, qualcun’altro no. Volevo informare tutti voi che anche quest’anno ci sarà la Walk of Life, la maratona Telethon. Per chi non la conoscesse, quest’ultima è una fondazione che supporta la ricerca scientifica per la cura di malattie genetiche, che sono malattie causate da mutazioni che colpiscono i geni del DNA contenuto nelle nostre cellule. La Walk of Life consiste in una maratona competitiva di 10 km e una non competitiva di 3 km, che si terrà il 10 aprile 2016 e partirà da piazza Dante. Il giorno 9 ci sarà il villaggio della Walk of Life, con intrattenimenti per grandi e piccini. Per partecipare alla WOL bisognerà fare una piccola iscrizione e donazione di 10€ (devoluti interamente alla fondazione), in seguito alla quale si avrà la sacca Telethon contenente anche una serie di gadget, utili alla partecipazione alla maratona. La WOL sarà per tutti un momento di confronto tra famiglie, volontari, ricercatori. Un momento in cui tutti siamo uniti per una causa comune, uniti per correre tutti insieme più veloci delle malattie. 

Salve. Sono Claudia, sono sorella di Davide, affetto da una malattia genetica. Sono volontaria Telethon. Sono tesista in un laboratorio di ricerca. E sono qui ad invitarvi a partecipare, se volete iscrivervi non esitate a contattarmi.

  
Potete contattarmi alla mia email klau93@hotmail.it.

  
 

Claudia. 

Springtime. 

Springtime. 

Aspetto il 21 marzo sempre con ansia. È il giorno dopo il mio onomastico, e da piccola adoravo questo giorno dell’anno perché potevo sfoggiare i vestiti leggeri che mi venivano regalati al compleanno e all’onomastico da questo giorno in poi. Questa “tradizione” l’ho conservata nel tempo. È un giorno di passaggio, ma di un passaggio netto per me, cosa che con le altre stagioni non mi capita di fare. Forse perché la primavera l’adoro. Quindi passo dai vestiti pesanti a quelli leggeri in un giorno. Lo so, è stupido perché non c’è un effettivo cambio di temperatura. Ma mi piace farlo, mi piace pensare che si allungano le giornate, il sole scalda sempre più le giornate, è possibile passeggiare senza sentire freddo. È la stagione dei fiori che sbocciano, dei colori pastello, del mondo che si risveglia. È la stagione della vitalità, la stagione della vita. Quest’anno l’equinozio di primavera cade un giorno prima e ho deciso di celebrarla con una nuova creazione. 

  
Un supporto all’uncinetto per appendere i vasi. Avevo visto delle idee in giro e non ho resistito a riprodurlo personalizzandolo. 

   

 Carino sia per interni sia per esterni. È realizzato in cotone color fango. Io all’interno ho messo un edera comune, anche se una piantina grassa, una qualsiasi pianta un po’ pendente, una piantina anche colorata, va benissimo. 

 
Lasciate inondarvi dal profumo dei fiori, dai loro colori, dalla bellezza che sprigionano. Sono terapeutici. Regalateli, comprateli, raccoglieteli, annusateli.

Buona primavera a tutti. 

Claudia 

Ci vuole passione e creatività.

Ci vuole passione e creatività.

Non c’è scuola di cucito migliore delle ore passate con chi ha dedicato la sua intera vita a creare vestiti, a cucire, a vivere tra stoffe, ago e cotone, e che ora può insegnare meglio di chiunque altro. Con chi mostra un’eleganza di altri tempi, ormai dimenticata, ormai cancellata, di quell’eleganza che riporta indietro in un’altra epoca. Chi “passano gli anni ma bisogna continuare ad essere un po’ vanitose”, chi mi dice che ha fatto la gavetta, si svegliava prima del solito per sperimentare vestiti prima di andare a lavorare e imparare a cucire dalla “signora”. Chi custodisce la sua bellissima Singer da circa 50 anni e sa usare solo quella. Chi dice che per fare questo mestiere “ci vuole passione e creatività”, perché senza non si va da nessuna parte. Chi è sempre andata di pari passo con la moda del momento e, nonostante la sua età avanzata, ancora ci va, e gli abiti devono essere “corti e scollati”, le chiusure lampo e le pieghe giù ai vestiti devono essere cucite a mano perché noi “mica vogliamo fare gli abiti dozzinali?!”.

 

Le mie nonne, entrambe sarte, oramai non ci sono più e mi rattrista il fatto che purtroppo queste lezioni non possono darmele anche loro, ma la zia di papà, la sarta che vi ho descritto fino ad ora, ne è una valida sostituta. Con lei l’anno scorso realizzai una gonna, poi cominciammo un vestito, abbandonato in una busta a causa di altri impegni. Ma era lì come una presenza che si faceva sentire forte. E qualche settimana fa mi sono decisa a riandare da lei e completarlo. Il vestito ora è finito e LO ADORO.

Alla prossima lezione di cucito.

Claudia

Artisan.

Artisan.

Adoro gli artigiani. Adoro il loro metterci la passione in ogni cosa che fanno.
Il loro vedere il mondo con occhi diversi e a cuore aperto.
La loro semplicità e sincerità, la loro trasparenza.
Adoro chi decide di intraprendere un nuovo lavoro, che è quello sempre sognato,
chi decide di cambiare vita e tenersela stretta.
Chi trasforma il suo sogno in realtà e trova il coraggio di spingersi un po’ più in là.
Adoro quelle persone che trovano la forza e il modo di rialzarsi,
magari li trovano dentro di loro,magari l’hanno sempre saputo,
bastava quel poco di coraggio in più per farli uscire fuori.

Mi fermerei le ore a guardarli “lavorare”,
a vedere le loro mani muoversi e le loro idee uscire fuori.

Quando compri qualcosa da un artigiano sei sicuro di comprare una cosa originale ed UNICA.
Per la quale lo stesso artigiano ci avrà speso tempo, ci avrà messo tanto impegno,
magari non ci avrà dormito la notte per riuscire a realizzarla.

Non sono un artigiano, non mi posso definire tale, almeno non ancora.
Ma tutto quello che ho fatto e che faccio, lo faccio con questo spirito,
lo faccio lasciando un pezzettino di cuore, di me in ogni cosa.
Lo faccio non per sentirmi dire nulla, ma solo perché canalizzo così le mie tensioni, perché me ne accorgo che quando per lunghi periodi non riesco a realizzare nulla ci sto tanto male. Per questo continuerò a farlo,
continuerò a fare le nottate pur di sfogare le giornate in qualcosa,
pur di realizzare i desideri di qualcuno o i miei.

Claudia

Ps: le illustrazioni sono prese da Pinterest.